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Un Feuilleton: persona e nome. (Il vincolo del nome)

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  Herbert Silberer (1882-1923) (fonte: wikipedia ) Traduzione e cura: Michele M. Lualdi Versione PDF   Nell’articolo del 1913 qui tradotto, Silberer si propone di proseguire le indagini sul rapporto tra nomi (cognomi) e vite (in particolare le scelte professionali) dei loro portatori, avviate due anni prima da Wilhelm Stekel e da Karl Abraham. Poiché non parla di pazienti in terapia né di personaggi illustri ma di uomini e donne, per la maggior parte ignoti e tutti quanti tratti “dalla vita reale”, un’edizione critica del lavoro richiederebbe approfondite ricerche per identificare la fitta schiera di militari, scrittori, artigiani e professionisti che popola le poche pagine. Si tratterebbe di centinaia di note che mal si adatterebbero alla natura di un blog. Per questo pubblico qui una traduzione snella, non critica. Al testo ho aggiunto solo poche note che mi sono parse indispensabili e la traduzione, tra parentesi quadra, dei cognomi di volta in volta citati dall’autore, po...

Wilhelm Stekel: "Il vincolo del nome" (1911)

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  Pere Borrell del Caso (1835-1910): Escapando de la critica (1874) (fonte: wikipedia ) Traduzione e cura: Michele M. Lualdi Articolo in formato PDF L’articolo di Wilhelm Stekel qui proposto, pubblicato nel 1911 sulla rivista Zeitschrift für Psychotherapie und Medizinische Psychologie, si propone di indagare i possibili rapporti tra nome (e cognome) di una persona e altri aspetti della sua vita, quali sintomi nevrotici, abitudini, scelte sentimentali. L’autore, in pratica, rivista l’adagio latino nomen omen o, se si preferisce, tenta una sorta di ribaltamento dell’altra nota locuzione, nomina sunt consequentia rerum , trasformandola in res sunt consequentia nominum. Il lavoro fu seguito nell’arco di pochi anni da almeno altri due contributi dello stesso genere da parte di due diversi psicoanalisti. Il primo e più noto è quello di Karl Abraham  (Abraham, 1911): uscì nel dicembre del 1911 sul terzo fascicolo della seconda annata della rivista Zentralblatt für Psychoanalyse ,...

Michael Bálint, "Gli ultimi anni di Sándor Ferenczi"

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  Michael Bálint (1897-1970) (fonte: ecoinformazioni .com) Formato PDF Egregio signore [1] ,  La pubblicazione del terzo volume dell’ottima biografia di Freud [2] di Jones ha messo me, esecutore letterario di Ferenczi, in una situazione imbarazzante.  In questo volume, il dr. Jones esprime opinioni piuttosto dure sulle condizioni mentali di Ferenczi, specialmente nei suoi ultimi anni di vita, diagnosticando una specie di paranoia a lenta evoluzione, con allucinazioni e impulsi omicidi nella sua ultima fase [3] . Usando a fondamento la sua diagnosi, interpreta in tal senso le pubblicazioni scientifiche di Ferenczi da un lato e la sua partecipazione al movimento analitico dall’altro.  Indubbiamente, l’ultimo periodo di Ferenczi, che si può considerare aver avuto inizio con la Genitaltheorie (Thalassa) e il libro scritto insieme con Rank, Entwicklungsziele (Traiettorie di sviluppo [4] ) è assai controverso. Fu durante quegli anni che Ferenczi avanzò diverse idee che...