A proposito dell'espressione “periodo di latenza” negli scritti di Sigmund Freud: il versante della lingua
Gustav Klimt, L'attesa (1909) (fonte: wikimedia ) Formato PDF Michele M. Lualdi Può essere interessante soffermarsi sull’espressione – non sul concetto, per una volta – “periodo di latenza”; più precisamente, non sul suo impiego, ma sulle sue radici [1] . Negli scritti originali di Freud troviamo i termini composti “Latenzzeit” o “Latenzperiode”, in genere resi rispettivamente in OSF con “periodo di latenza” ed “epoca di latenza”. Laplanche e Pontalis vi dedicano una voce nella loro ricca Enciclopedia della psicoanalisi (1967), in cui affermano tra l’altro: “ Va notato che Freud parla di periodo di latenza, non di fase, il che va interpretato nel modo seguente: durante il periodo considerato, sebbene si possano osservare manifestazioni sessuali, non vi è, strettamente parlando, una nuova organizzazione della sessualità ” (Laplanche, Pontalis, 1967, 316, corsivi degli autori). La loro ipotesi è dunque che Freud qui non impieghi il termine...